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Come affrontare le critiche in 3 semplici mosse

Affrontare le critiche sta diventando un bisogno sempre più impellente. Il continuo relazionarsi con gli altri ha aumentato a dismisura questa minaccia. Ma con il giusto approccio possiamo imparare come sfruttarle a nostro vantaggio.

C’è un solo modo per evitare le critiche : non fare nulla , non dire nulla e non essere nulla.

ARISTOTELE

Prima o poi arriva sempre il momento in cui siamo costretti ad affrontare delle critiche. Ci siamo passati tutti. In ogni rapporto umano capiterà quel qualcuno che ha qualcosa da ridire. Che sia un rapporto affettivo, di amicizia o di lavoro. Arriva.

A volte ci dicono che lo fanno per noi. Per poter migliorare. Altre volte non dicono proprio niente. Anche se il ghigno che nascondono trapela una sordida soddisfazione interiore.

In entrambi i casi la prima reazione di solito non è accompagnata da spirito di benevolenza e propositi di miglioramento.

Le critiche hanno sempre una nota di negatività al loro interno e non si limitano a considerare dei fatti ma vanno a toccare il lato più profondo e intimo di noi stessi. La critica va ben aldilà delle intenzioni.

Io che la ricevo mi sento messo sotto accusa. Non solo il mio pensiero, il mio operato ma tutto il mio modo di essere viene messo sotto giudizio. In buona sostanza fa male .

Come possiamo difenderci?

  • IMPOSSIBILE sottrarci alle critiche. Saremo sempre criticabili per qualcosa
  • DIFFICILE fare finta di niente. La critica è come un seme che una volta piantato in noi cresce e germoglia spontaneamente togliendoci fiducia in noi stessi e ledendo la nostra autostima.
  • POSSIBILE è affrontarle. Così potremo contestualizzare e dare loro una struttura .

In che modo ? Facendoci 3 semplici domande.

Da chi proviene ?

Capire chi è la persona che ce le rivolge è fondamentale. Non tutti hanno lo stesso peso nella nostra vita e non a tutti dobbiamo dare la stessa importanza. E questo vale anche per le loro critiche.

A cosa si rivolge ?

E’ riferita a qualcosa che ho detto o fatto, ad un comportamento o a qualcosa che non ho detto o fatto. Individuare chiaramente l’oggetto della critica, magari scrivendola. Voglio vederla tradotta in poche parole. Una frase che esprima chiaramente il contenuto.

Perchè ci è stata fatta ?

E’ stata una CRITICA COSTRUTTIVA, cioè detta per aiutarci a migliorare magari indicando modi e tempi. Perchè se chi ci critica lo fa nel “nostro interesse” non si limiterà a criticare ma ci spiegherà dove secondo lui abbiamo sbagliato e come invece avremmo potuto fare. E’ stata una CRITICA DISTRUTTIVA, cioè detta per ferirci. E’ la più comune. Magari sfruttando qualcosa di realmente detto o accaduto per criticare e da lì proseguire per un percorso parallelo e dare sfogo ad ogni possibile frustrazione. Ed è la più pericolosa. Va subito individuata e fermata.. Non serve neanche ribattere tanto è pretestuosa.

In ultima analisi sono il braccio armato della parola. Pericolose e purtroppo liberamente accessibili a tutti. Potrebbero essere uno strumento prezioso se usate opportunamente ma l’abuso che se ne fa le rendono una minaccia all’autostima di ciascuno.

Ed ora che abbiamo analizzato la situazione, eviscerata ogni ombra che si cela dietro a queste parole abbiamo la possibilità di reagire. E non controbattendo a nostra volta con delle critiche ma sfruttandole come base per un possibile miglioramento personale.

Certo non è facile mantenere la lucidità e la calma ma il risultato può essere nettamente migliore.

Se riesco ad evitare di considerare la critica come un giudizio a livello personale e a valutarla invece come uno spunto, un buon proposito allora riuscirò a ribaltare la situazione.

Ti ringrazio per aver portato il dettaglio alla mia attenzione

Tanto basta come risposta. E poi da soli, con calma e sangue freddo potremo valutare come e dove avremo potuto fare di meglio . Perchè in fondo, sicuramente avremo potuto fare qualcosa di meglio.

E alle volte il nostro orgoglio invece ci offusca la mente e serve un pugno allo stomaco di umiltà per riconsiderare il tutto.

Se riusciremo a fare questo ogni nostro fallimento diventerà un passo verso il successo a cui siamo diretti. Successo inteso come riconoscimento proprio ed altrui di essere riusciti a conseguire un grande risultato ; che sia nel privato o nel pubblico. Che sia materiale o spirituale.

Una tappa obbligatoria che al semplice prezzo di un po’ di orgoglio ci proietta verso la persona che vogliamo diventare .

Ed inevitabilmente ciò dovrà comportare dei cambiamenti.

Ma in fin dei conti è il senso stesso della vita .

Un viaggio continuo con salite e discese alla ricerca di una meta che troppo spesso dimentichiamo essere la nostra serenità .

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